16 Febbraio 2017

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Ho ripreso in mano questo blog dopo un po’ di tempo, con l’intento e la voglia di documentare la rinascita di questi nostri luoghi a cui noi abitanti dei Sibillini siamo legati in modo viscerale, e soprattutto la ricostruzione della nostra casa, non una semplice casa, ma un luogo che rappresenta la nostra identità, il nostro progetto, la nostra vita. Parlo al presente, perché è ancora così.

Proverò dunque a spiegare la situazione di questo angolo di mondo così duramente martoriato da Madre Natura negli ultimi mesi, per far capire la situazione attuale anche a chi non vive qui e non ha vissuto in prima persona il terremoto, ma ci è vicino con il cuore.

 

La mia famiglia ha sempre vissuto qui tra le montagne, sotto la Sibilla, in questo posto un po’ sperduto, ma incredibilmente affascinante e magico. Una vita semplice, senza fronzoli, fatta di fatica e piccole cose che danno piccole soddisfazioni, il lavoro nei campi, l’orto, gli animali, il cibo genuino e auto prodotto, e tanto amore per gli altri. Una vita sana che molti cercano al giorno d’oggi, e una storia di ospitalità che inizia da molto lontano e che ho voluto fortemente portare avanti insieme ai miei genitori, perché questo luogo e questo modo di vivere mi appartengono e mi rappresentano.  Potrebbe sembrare un paradiso per chi vive in città, ma la vita qui non è per niente facile, soprattutto d’inverno, (ironicamente ma anche un po’ verosimilmente noi montanari diciamo che l’inverno qui dura 10 mesi all’anno), quando si rimane da soli, con la neve e il freddo. Le intemperie la fanno spesso da padrone, il freddo, il forte vento, le bufere di neve, creano grossi disagi, proprio come è successo qualche settimana fa. Si è lontano dai servizi essenziali e si rischia l’isolamento. La fatica e il disagio si fanno sentire ma si va avanti. Anche se molti non trovano un senso, tutto questo per noi ha senso, perché da più di 20 anni in questo luogo ameno ma severo esiste la nostra attività, Le Castellare. Quando nel 1992 mio padre decise di non andarsene e di ristrutturare la casa dei nonni per creare degli ambienti per l’ospitalità, il Parco dei Sibillini non era ancora stato istituito, quindi fu una grande scommessa. Oggi lo ringrazio per quella scelta coraggiosa. Oggi, nonostante questa struttura sia stata danneggiata dal terremoto, io so dov’è il mio posto, e come mio padre dovette fare una scelta tanti anni fa, oggi io ho fatto la mia scelta, quella di restare.

il casolare

La situazione presente non è delle migliori. Il terremoto ha cambiato le nostre vite e la percezione delle cose Adesso la parola ‘futuro’ ci fa quasi paura. Ma la speranza che si possa tornare alla normalità è viva ed è forte, un desiderio indescrivibile che ci fa guardare al domani con impazienza e positività, anche se capita spesso qualche momento di sconforto.

Lo sconforto di dover camminare ancora tra le macerie che inspiegabilmente dal 24 agosto, (ormai sono passati 6 mesi) non sono state ancora rimosse in nessuna delle frazioni di Montemonaco, e che non è possibile rimuovere o far rimuovere privatamente. Lo sconforto nel vedere che le uniche opere di messa in sicurezza (parziale) sono state fatte in un paio di chiese grazie ai Vigili del Fuoco, e che invece altre realtà del nostro grande patrimonio culturale sono rimaste esattamente così come sono state ridotte quel giorno, in parte crollate o con il tetto sfondato. Lo sconforto nel realizzare che le nostre piccole frazioni sono abitate per la maggior parte da anziani (quei pochi rimasti) e che ben presto saranno abbandonate completamente se non si provvede quantomeno alla rimozione delle macerie e alla messa in sicurezza immediata.

Ci sono tante cose che non vanno, di cui siamo testimoni ogni giorno, inspiegabili ritardi, burocrazia ovunque, anche per togliere un coppo caduto da un tetto in mezzo alla strada. Ma le emergenze sono tante, su un’area vastissima, anche molto più gravi e su molti fronti, quindi è ovvio che queste piccole realtà vengano lasciate per ultime, anche se non dovrebbe essere così.

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Le Castellare necessita di lavori di consolidamento e rinforzo strutturale, che non possono ancora iniziare in quanto siamo in attesa dell’apposito decreto che dovrà fornire le linee guida per la cosiddetta “ricostruzione pesante”. Sono trascorsi quasi 4 mesi dalla scossa che ha reso la struttura inagibile ed ancora non possiamo fare nulla. Solo aspettare. E’ una sofferenza vedere ogni giorno quelle crepe che ogni volta sembrano più profonde … già, perché le piccole scosse continuano e non fanno che peggiorare la situazione.

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Dopo lo shock iniziale, che parzialmente credo ci porteremo dentro per sempre, e la sensazione di stordimento che non permetteva di ragionare con lucidità, ci siamo interrogati sul da farsi. Ci siamo detti: ‘rimettiamo subito a posto e ricominciamo’. Sì, sarebbe bello ma non si può, perché dal momento che lo Stato dovrà finanziare la ricostruzione, non si può iniziare a ripristinare un immobile privatamente, a meno che non si rinunci al finanziamento.

Il pensiero di tutto ciò che verrà si fa ogni giorno più pesante.

E adesso una piccola buona notizia! La ‘Casa Gialla’, quella di fronte alle Castellare, in cui vivono i miei genitori, ha riportato dei danni lievi e per fortuna è stata dichiarata agibile.  Così, dopo aver considerato il fatto di non poter ripartire subito con Le Castellare e non sapere quando effettivamente sarà possibile iniziare i lavori di ripristino nè quanto tempo dureranno, abbiamo deciso di sistemare l’appartamento al piano superiore della Casa Gialla per adibirlo ad appartamento ad uso turistico. Anche lì sono necessari lavori di consolidamento e dobbiamo modificare gli interni perché è un po’ datato, quindi sono necessari una nuova disposizione delle stanze e anche nuovi impianti. Ma questo lavoro si potrà realizzare sicuramente più velocemente poiché non dobbiamo attendere nessun decreto.

Quindi un nuovo progetto che partirà a breve, perché dobbiamo guardare avanti, perché non riusciamo a stare con le mani in mano, perché vogliamo ripartire al più presto, perché non possiamo soccombere davanti alla burocrazia anche se dovremo farci i conti, perché l’immobilismo ci distrugge e perché crediamo che un futuro sia ancora possibile.

Tante persone in questi mesi ci sono state vicino e tante ci hanno chiesto in che modo poterci aiutare. Vi informiamo che è possibile sostenere questo progetto attraverso una donazione.

Di seguito i dettagli per sostenerci tramite bonifico bancario:

BANCA INTESA SAN PAOLO filiale di AMANDOLA (FM)

intestato a: Fioravanti Angela Lea e Buratti Pietro

IBAN: IT08 X030 6969 3601 0000 0001 462

BIC/SWIFT: BCITITMM

CAUSALE: DONAZIONE RISTRUTTURAZIONE APPARTAMENTO CASA GIALLA

Intanto ringraziamo agli amici e le persone che ci seguono e ci dimostrano in tanti modi la loro vicinanza e tutti coloro che vorranno sostenere questo progetto anche con un piccolo contributo!

Nadia Buratti 16.2.2017

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